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Speciale Visori notturni

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I VISORI NOTTURNI - DOMANDE FREQUENTI

campi di applicazione e scelta del visore
domande frequenti sui visori notturni
I MARCHI CHE TRATTIAMO
BUSHNELL
ATN
SWAROVSKi
  1. Come funziona un visore notturno?
  2. Quali sono le differenze tra prima, seconda e terza generazione?
  3. Illuminatori a infrarossi, a cosa servono?
  4. Quando si può vedere lontano?
  5. Ci sono delle macchie nere sullo schermo, il visore è danneggiato?

1) Come funziona un visore notturno?

Un visore notturno cattura la luce ambientale esistente (luna, stelle o fascio di infrarossi) attraverso l'obiettivo frontale a lenti. Questa luce, composta da fotoni, viene incanalata in un fotocatodo che trasforma questi fotoni in elettroni. Attraverso un processo elettro-chimico gli elettroni vengono amplificati in un maggior numero e vengono fatti urtare su uno schermo a fosfori che visualizza l'immagine finale attraverso l'oculare.

L'immagine è ora chiara, contrastata e di colore verde e mostra la stessa scena che state osservando come se fosse illuminata.

1) Obiettivo frontale
2) Foto-catodo
3) Piastra a microtubi
4) Alimentazione ad alto voltaggio
5) Schermo fluorescente
6) Oculare

2) Quali sono le differenze tra prima, seconda e terza generazione?

Il cuore di un visore notturno è composta dal tubo intensificatore, il quale può essere di prima, seconda o terza generazione.
- Il visore di prima generazione è il più diffuso e amplifica la luce di qualche migliaia di volte rispetto all'occhio umano permettendo di vedere bene nel buio con un'immagine chiara e contrastata, perfetta per navigazione, osservazioni faunistiche, o uso casalingo.
I difetti riscontrabili su un visore di prima generazione sono: immagini leggermente sfuocate sul bordo del campo (distorsione geometrica), schermo che rimane per qualche secondo luminoso dopo lo spegnimento del sensore, immagini meno contrastate rispetto ai tubi di seconda e terza generazione.

- Il visore di seconda generazione è più diffuso nelle forze dell'ordine e per usi professionali in quanto il prezzo è decisamente più elevato rispetto ai tubi di prima generazione. La sostanziale differenza è che un tubo di seconda generazione ha una piastra a microtubi situata subito dopo il fotocatodo. Questa piastra amplifica notevolmente il numero degli elettroni e fa sì che un visore di seconda generazione amplifichi la luce molte volte di più rispetto a un visore di prima generazione e dona un'immagine molto contrastata e luminosa.
- Il visore di terza generazione è ad uso limitato ai soli enti NATO. Tramite l'aggiunta di arsenide di gallio (composto chimico sensibile) nel fotocatodo è possibile raggiungere livelli di luminosità e definizione molto elevati. Per questo motivo il loro prezzo è di molte volte superiore rispetto ai tubi di prima e seconda generazione.

3) Illuminatori a infrarossi, a cosa servono?

Un visore notturno necessita di luce da amplificare per poter mostrare un immagine del soggetto inquadrato. Questo significa che se ci si trova nel buio completo non è possibile vedere nulla. I visori notturni incorporano quindi un illuminatore a infrarossi che emana un fascio a infrarossi invisibile all'occhio umano ma amplificato dal visore.

L'illuminatore standard ha una portata di 100m, ma sono disponibili illuminatori opzionali con portata maggiore.

4) Quali sono i fattori che influenzano la visione?

Molti sono i fattori che influenzano la visione notturna. Prima di tutto è importante sapere cosa si vuole osservare: una barca o un coniglio tra gli alberi?

Inoltre, avete necessità di osservare dettagli o solamente di capirne la forma e il movimento? Più il bersaglio è grande più sarà facile osservarlo e la sua distanza determinerà la possibilità o meno di osservarne dettagli significativi. La distanza massima in cui si possono rilevare dettagli è chiamata "distanza di ricognizione", mentre quella in cui si possono rilevare oggetti senza distinguerne particolari è chiamata "distanza di rilevamento". Un'altra importante variabile è la luce ambientale: con un ambiente illuminato dalla luce lunare sarà possibile scorgere più dettagli e osservare più in lontananza che in un ambiente totalmente buio. Tipicamente con la luce della Luna è possibile osservare oggetti a più di 500m di distanza, mentre nel buio totale si raggiungeranno i 100m con l'illuminatore acceso. Con visori notturni di seconda e terza generazione questi valori crescono notevolmente.

La tabella mostra le distanze massime alle quali si può osservare un soggetto con un visore notturno al variare della generazione del sensore, della dimensione del soggetto (animale, uomo, barca) e delle condizioni di illuminazione (luna piena, falce di luna, cielo stellato, cielo nuvoloso).

5) Ci sono delle macchie nere sullo schermo, il visore è danneggiato?

No, è una cosa più che normale, in quanto il tubo intensificatore attrae la polvere al pari di un televisore ed essa si può depositare sul visore. Tipicamente essa può essere rimossa, ma potrebbe anche trovarsi all'interno del tubo e non sull'obiettivo. In questo caso non può essere rimossa, comunque non affliggerà le caratteristiche e il perfetto funzionamento del visore.

 
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